A cosa serve? Per fare foto. Si, ma perché adotta un obiettivo insolito come il fisheye? Per fare foto insolite. La fotocamera giocattolo per visioni a tutto tondo.

Il fisheye - occhio di pesce - è quell’obiettivo che abbraccia un angolo di campo fino a, e in alcuni casi oltre, i 180 gradi. Ma facciamo un salto indietro nel tempo: in principio erano gli aggiuntivi fisheye, che si fissavano di fronte ad un obiettivo fotografico e ne ampliavano a dismisura l’angolo abbracciato, seppure introducendo la distorsione delle linee rette che non attraversano il centro del fotogramma. Con questi, il risultato finale dipendeva dalla focale dell’obiettivo sul quale veniva montato l’aggiuntivo. Poi vennero realizzati veri e propri obiettivi fisheye completi di ghiera di messa a fuoco, di diaframma e di innesto reflex. Una volta esplorate a fondo le possibilità serie di questo genere di obiettivo, si è passati ai giochini. Tra questi rientra la fotocamera di queste pagine: una elementare compatta in plastica ad esposizione fissa con innestato in maniera permanente un obiettivo a occhio di pesce.
La Fisheye 2 accetta normali rulliniformato 35mm e serve per fare foto secondo la scuola dei Lomografi, ovvero puntando la macchina in maniera approssimativa verso un soggetto e scattando senza guardare nel mirino, che in questo ca
so è costituito dallo spioncino di una porta in una montatura sferica. Quel che si è catturato su pellicola lo si scopre solo in un secondo tempo, quando si ritirano le foto stampate al laboratorio. Con la Fisheye, scattare “alla cieca” è semplificato dall’enorme angolo di campo abbracciato e - conseguenza naturale di un così forte angolo di campo - dall’estesissima profondità di campo.
Con la fisheye si ha tutto nitido - si fa per dire: la qualità ottica non è certo superlativa - da pochi centimetri dalla lente frontale fino all’infinito. E, anche a voler sfruttare il mirino fornito di serie, che va montato sulla slitta portaflash sulla sommità dell’apparecchio, si dovrà tener conto del difetto di parallasse: quel che vede il mirino è molto diverso da quel che vede l’obiettivo, posto una manciata di centimetri più in basso. E, tanto più ci si avvicina al soggetto (condizione irrinunciabile quando si utilizza un fisheye) tanto più saranno diverse le prospettive di mirino e obiettivo. Al punto che, da vicino, conviene lasciar del tutto perdere il mirino e inquadrare, beh, “alla Lomografa”.
Vediamo alcune particolarità di questo apparecchio. Anzitutto offre due tempi: fisso su circa 1/100sec oppure lungo quanto vogliamo grazie alla posa B, che mantiene aperto l’otturatore finché teniamo premuto il pulsante di scatto. L’apertura dell’obiettivo dalla focale non dichiarata, ma probabilmente attorno gli 8mm, è fissa su f/8 circa. Offre due diverse sincronizzazioni del flash: il piccolo flash incorporato scatta alla fine dell’esposizione, mentre il contatto caldo - in grado di accettare un flash esterno se si sfila il mirino - sincronizza il flash con l’inizio dell’esposizione. Utilizzando entrambi i flash in abbinamento a una lunga posa si ottiene una specie di doppia esposizione data dal doppio lampo. E, a voler effettuare vere e proprie doppie esposizioni, nessuna paura: un tastino sul dorso della fotocamera, da azionare prima di avanzare la pellicola, consente di fare proprio questo.
Le altre caratteristiche della Fisheye: avanzamento mediante rotella zigrinata, riavvolgimento mediante manettino sul lato sinistro del corpo macchina, contafotogrammi ad avanzamento ed azzeramento automatici, finestrella sul dorso per verificare il tipo di pellicola eventualmente caricato in macchina. Inoltre c’è una spia di pronto flash, un cursore per l’esposizione normale o in posa B, e l’alloggiamento per una singola pila stilo sul fondo per alimentare il piccolo flash incorporato. Quel che manca (rispetto una vera fotocamera) è la presa filettata per il treppiedi e l’autoscatto. Il che fa della Fisheye un giochino da utilizzare esclusivamente a mano libera, anche durante le lunghe e lunghissime esposizioni in posa B.
Nell’uso pratico conviene scegliere pellicole da 400 Iso e fotografare in ambienti il più possibile illuminati. Sempre che ci interessi una foto più nitida possibile. In alternativa si può impostare la posa B e continuare a fotografare fino a notte fonda, utilizzando la fisheye per registrare scie luminose del movimento, con o senza uno o due flash. Se poi siamo in vena di sperimentazioni folli, perché non abbinare alla fisheye anche il flash dotato di filtri colorati Color Splash? O ancora, perché non equipaggiarsi dell’apposita taglierina circolare adatta a ritagliare le stampe realizzate su carta formato 10×15cm? Entrambi proposte dagli stessi lomografi ed in vendita presso i negozi SETTIMO CIELO.
Infine un consiglio spassionato sul suo utilizzo: non pensate al risultato finale e operate secondo la filosofia dei lomografi: dont think, just shoot. Non pensate, scattate e basta.

Maggiori info possono essere richieste presso i nostri Punti Vendita di Sacile (PN) e Conegliano (TV).




















